Il collezionista di bambole - Joyce Carol Oates [recensione] LouchoBi BookS Parliamo di libri

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martedì 17 luglio 2018

Il collezionista di bambole - Joyce Carol Oates [recensione]

Volevo innanzitutto ringraziare Il saggiatore per avermi dato la possibilità di scoprire questa meravigliosa rivelazione e presentarvi la raccolta Il collezionista di bambole, di Joyce Carol Oates.

Il collezionista di bambole - Joyce Carol Oates

Da una delle autrici più prolifiche dei nostri tempi, la gattara Joyce Carol Oates, abbiamo raccolti in questo titolo sei racconti neri e claustrofobici.

Compresi tra il primo, che dà il titolo al libro, e l'ultimo, l'unico forse denso di soprannaturale appena accennato ma affascinante, abbiamo sei racconti dalle fosche tinte noir che qui e là rimandano ad un giovane Lovecraft e a Poe, scritti con una prosa molto incisiva seppur rapida e leggera.

Si può provare comprensione, quand'anche pena per quello che fondamentalmente non è altro che uno spietato serial killer?
Si può provare compassione per un assassino?
Si può odiare un uomo che fino a pochi momenti fa si amava perdutamente?
Tra omicidi premeditati, bestie che vivono sul retro di casa, assassini spietati e machiavellici piani, abbiamo una bella raccolta di racconti su cui riflettere.

Ammazzate. In questi sei racconti neri di Joyce Carol Oates le bambole vengono barbaramente uccise: sono animate ma condannate a tornare mute e immobili, in fila nei loro lettini di paglia, gli occhi di marmo spalancati sull’orrore. Una bambina viene adescata con lusinghe carezzevoli dal padre dell’amichetta e data in pasto a un essere mostruoso. Una ragazza esplode sotto i colpi di una violenza ingovernabile nel silenzio composto e rarefatto di una dimora borghese. Un’ereditiera è stritolata in una morsa di paura da creature ancestrali affiorate dagli abissi di un paradiso equatoriale.

Carezze spettrali

La cosa più importante che esce dalle pagine dell'autrice è la riflessione sociale incredibilmente attuale nella nostra epoca, un epoca di fake news e di giornalismo spazzatura.
Ciò che leggiamo, ciò che ci viene raccontato, i resoconti e le idee che ci facciamo basandoci su quello che sentiamo corrisponde a verità?
Esiste una sola verità o un fatto può essere analizzato sotto tutti i punti di vista fino al punto addirittura dallo sconvolgerne l'etica e il significato?

La versione del "cattivo" porterà le stesse conclusioni della versione raccontata dal "buono"? 
Chi è il vero "cattivo"? 
O forse la domanda sarebbe "cosa" è il vero cattivo?

Questa è una raccolta di racconti che mi ha letteralmente fatto riflettere per molto tempo anche dopo averla terminata, vedere con occhi diversi ciò che viene riportato e considerare le diverse parti di ogni versione, anche quelle che non si sarebbe pensato di considerare.

Un esempio che non vuole fare spoiler è quello del racconto dove è narrata la riflessione dell'imputato di un presunto omicidio.
Quello che più mi ha colpito non è stato tanto lo stravolgersi degli eventi man mano che vengono raccontati o il cambio di prospettiva che prende il racconto nonostante sia sempre raccontato in prima persona dallo stesso personaggio ma è stato proprio il finale cosi talmente e assurdamente diverso da qualsiasi cosa che si era supposta fino alle ultime pagine da rimanere a bocca aperta e sentirsi dei perfetti idioti.

Consiglio?


Un libro che non solo consiglio di leggere ma di studiare, di rifletterci sopra parecchio e di trarre le proprie conclusioni prima di mettere il prossimo "mi piace" su Facebook.

Chi è Joyce Carol Oates?

Joyce Carol Oates è una scrittrice statunitense, classe 1938, è conosciuta per essere una delle figure tra le più prolifiche tra gli scrittori americani. Con una bibliografia che supera abbondantemente le centinaia di titoli ha prodotto oltre quaranta romanzi, ventotto raccolte di racconti, una decina di opere teatrali, sedici volumi di saggi, dieci raccolte di poesie, nonché libri per bambini e alcune raccolte di articoli apparsi su quotidiani e riviste nel corso degli anni e ha esplorato diversi percorsi della prosa moderna alternando capolavori in fiction a racconti brevi, saggi sulla boxe, scritti per l'infanzia.
La famiglia l'ha cresciuta in un contesto rurale e le ha impartito un'educazione cattolica, voluta soprattutto dalla madre Carolina, di origini ungheresi. Quando la Oates era ancora una bambina, viveva con loro la nonna materna Blanche Woodside, che fu per anni quasi una seconda madre per lei. Solo molto tempo dopo la morte della nonna, la futura scrittrice scoprì che il padre di Blanche si era suicidato sparandosi un colpo di fucile in bocca e apprese che questo suicidio aveva a che fare con il background ebraico dell'uomo. Questa scoperta è stata rielaborata molti anni dopo con grande efficacia artistica in una delle sue più riuscite opere "La figlia dello straniero" (The Gravedigger's Daughter, 2007).
Dal 1978 insegna stabilmente all'Università di Princeton e dal 1995 vi tiene seminari di Scrittura Creativa con il titolo di Roger S. Berlind Professor in the Humanities.
Nonostante la straordinaria varietà di forme espressive e di strutture narrative adoperate nei suoi numerosissimi lavori, è possibile individuare alcuni temi di fondo maggiormente ricorrenti nell'opera dell'autrice. Tra questi vi sono: la violenza che si manifesta con grande frequenza - e a volte in forme spettacolari - nelle grandi città americane, i legami oppressivi che tengono insieme la famiglia nucleare borghese e che si tenta di celare dietro le apparenze di una vita rispettabile, la condizione femminile in una società votata all'affermazione per mezzo del denaro o della sopraffazione ma anche le derive dell'ego maschile quando accetta il gioco della competizione fino a pagarne le conseguenze sulla propria pelle.
Un segmento della storia americana particolarmente trattato è quello relativo al periodo del maccartismo, della corsa agli armamenti nucleari intrapresa durante le amministrazioni Truman e Eisenhower, e degli scontri razziali che hanno preceduto i movimenti per i diritti civili.
L'autrice è molto conosciuta e amata dai suoi fan sopratutto per la sua costante presenza e raffronto che mantiene sui social media, come twitter, con cui mantiene sempre aperto il dialogo col pubblico dei suoi lettori.



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