Il sognatore - Laini Taylor [recensione] LouchoBi BookS Parliamo di libri

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giovedì 31 gennaio 2019

Il sognatore - Laini Taylor [recensione]

RECENSIONE

Il sognatore 

Laini Taylor

 
È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un’esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell’oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un’ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l’opportunità di vivere un’avventura dalle premesse straordinarie.
Il sognatore, primo capitolo della nuova duologia di Laini Taylor, già autrice dell’acclamata trilogia La chimera di Praga, non fa che confermarne il grande talento narrativo. In un mondo fantastico e allo stesso tempo perfettamente credibile, abitato da personaggi indimenticabili, il lettore è chiamato a seguire il sogno di Lazlo Strange, perdendosi con lui tra realtà e magia, amore e violenza, terrore e meraviglia.

Ciao Amicony, 
bentrovati e grazie per essere passati.
Oggi voglio ringraziare ancora Fazi editore che ha voluto mandarmi una copia di questo libro perchè non arrivassi ignorante all’uscita del secondo volume della saga di Laini Taylor, rivelazione di questi ultimi anni nel panorama del fantasy internazionale che ha conquistato il pubblico italiano con una velocità e capillarità incredibili.
Inizialmente ero un pò scettico sulla bontà del titolo, lo ammetto, e per un periodo lo si è visto ovunque in rete nella comunità bookish.
Beh, devo ammettere con piacere che ero completamente fuori strada.
Mi unisco completamente a chi lo ha adorato tantissimo.
Questo è il primo volume della duologia di Laini Taylor che ha conquistato il pubblico italiano con una velocità disarmante.

Lazlo Strange, orfano di vent'anni dotato di grande fantasia, ha trovato impiego come Bibliotecario dopo gli anni dell’orfanotrofio, nasconde nei suoi sogni le storie di una città perduta. 
Duecento anni fa, dèi scesi dal cielo che si servivano della magia arrivarono a conquistare la cittadella dal nome perduto, bloccando i cieli e tagliandoli fuori dal mondo esterno. 
Quindici anni fa, Eril-Fane, il Massacratore di dèi, sconfisse questi mettendo fine al loro regno del terrore, ed ora la città è conosciuta solo come Pianto. 
Partendo per una missione di ricerca, Eril-Fane percorre tutte le terre conosciute insieme ai suoi guerrieri Tizerkane per reclutare scienziati e sapienti del mondo per una missione che porterà, forse, a salvare la città perduta.
Lazlo si unisce al gruppo per realizzare il suo sogno di scoprire le meraviglie e i misteri della città misteriosa e magica che per tutta la vita lo ha affascinato.
Ma la maledizione degli dèi non è stata sconfitta nel sangue dei vecchi, crudeli mostri che dominavano i cieli di Pianto.
Cinque sopravvissuti, cinque piccole divinità dalla pelle blu vivono, grazie ai loro poteri, arroccati nel baluardo volante del palazzo degli dèi in compagnia di fantasmi più o meno riluttanti. 
Tagliati fuori dal resto del mondo sotto di loro, possono scorgerlo grazie al potere di Sarai, una di loro, la Musa degli Incubi, il cui oscuro e tormentato potere le consente di scendere sulla città di Pianto sotto forma di una nuvola di falene che, posandosi sul capo degli ignari dormienti, consente di entrare nei loro sogni e di condizionarne l’evoluzione, fino a trasformarli in terrificanti incubi.
In un susseguirsi di quello che è un pò un fantasy romantico, un avventura, un mistery vediamo avventura, sequenze oniriche, alchimia e lotte di potere viaggiamo con Lazlo alla scoperta della sua vita, al suo crescere da bambino a uomo fino ad un cliffhanger sbalorditivo che lascia senza fiato e conduce inevitabilmente al seguito.

Ho amato quasi tutto di questo libro benché partissi da una marea di pregiudizi dati dal grande hype che lo ha caratterizzato fin dalla sua uscita lo scorso anno.
La storia di Lazlo è scritta benissimo, i personaggi sono caratterizzati e definiti talmente bene che bastano due o tre parole di descrizione di una azione per capire a chi ricondurre o per far provare emozioni anche diametralmente opposte a seconda del personaggio che viene usato in quel momento.
Mi ha appassionato Lazlo come personaggio per la sua semplicità, per il suo essere un personaggio positivo (nonostante questi siano spesso impopolari) e per il viaggio di crescita che compie. 
Anche Sarai, l’altra protagonista di questa avventura, mi ha dato la stessa impressione, seppure resti un pò più distante da Lazlo nella mia personale scaletta di interesse dei personaggi di questo primo romanzo.
Il libro è diviso in tre parti: il prima dell’arrivo a Pianto, l’arrivo ed infine le conseguenze dell’arrivo nella città perduta.
Ecco, come mi hanno appassionato e tenuto stretto alle pagine la prima e la seconda parte non è riuscita allo stesso modo la terza che ho trovato un po’ più lenta in alcuni punti (tutto l’onirico è un filino troppo lento rispetto ai ritmi a cui ci hanno abituato le centinaia di pagine che lo precedono) e frenetica in altri (ho sentito la mancanza della spiegazione di certe dinamiche sia del finale, sia di quello che porta al finale ma non posso in questa sede dire nulla o sarebbe spoiler).
Il finale aperto con un colpo di scena da far invidia ad un episodio di American Horror Story non mi è dispiaciuto, anche se credo di essere l’unico ad averlo pensato, ma il motivo è logico: ho letto questo libro già in procinto di leggerne il seguito, l’avessi letto l’anno scorso mi starei ancora mangiando le mani.

Senza dubbio questo è un libro che consiglierò a lungo, sia per gli amanti del fantasy che per gli amanti del romance (quello dolce e sognante) sia per coloro che si approcciano al fantasy da trascorsi diversi, sia per coloro che amano gli YA.

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