Il trionfo della stupidità - Armand Farrachi [recensione] LouchoBi BookS Parliamo di libri

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giovedì 7 febbraio 2019

Il trionfo della stupidità - Armand Farrachi [recensione]

RECENSIONE

Il trionfo della stupidità

Armand Farrachi



Mancanza di intelligenza, di ragionamento, di logica, di senso critico, difficoltà a stabilire collegamenti, cogliere le sottigliezze e andare oltre i pregiudizi, disturbo della comprensione, assenza di riferimenti dovuta all’incultura e all’ignoranza, incapacità di giudicare, riflettere, valutare una situazione e le sue conseguenze, goffaggine nell’espressione, pesantezza di spirito, propensione alla gaffe, alla confusione, perversione del gusto, per dirlo in una parola: coglionaggine. Così Armand Farrachi, definisce in questo opuscolo divertente, rabbioso, rivoluzionario la stupidità, male endemico che infesta il nostro quotidiano. Con penna affilata e lucidità crudele l’autore stila una lista, un bestiario di aberrazioni del mondo contemporaneo e la portata è talmente convincente che il lettore stesso si sorprende a volerla completare con rinnovata consapevolezza. Intellettuale burbero e illuminato, Farrachi non si arresta e demolisce i mezzi d’informazione, di comunicazione, di decisione, si rammarica di cose importantissime e punta tutto sull’idea che la stupidità abbia trionfato. Di pagina in pagina il pamphlet si fa più amaro, sottoposta ad autopsia la nostra epoca viene spietatamente dissezionata, auscultata. Nessun rimedio a un male che si annuncia fatale.

Amicony benvenuti in questa nuova recensione un po' diversa dal solito perchè si tratta niente meno che di un saggio.
Breve, intenso e a tratti spassosissimo Il trionfo della stupidità è uscito lo scorso 31 gennaio edito per la collana Documenti da Fandango Libri che ringrazio infinitamente e che è stata cosi gentile da inviarmene una copia in anteprima per potervela presentare.
Il libretto è di nemmeno una novantina di pagine, si legge in modo fluido e senza intoppi ma, a dispetto del titolo leggero, affronta un argomento importante e attualissimo in modo completo ed approfondito e, perchè no, divertente, con quel tipico accenno di saccenza francese che rende il saggio una lettura piacevole oltre che davvero molto interessante.
Mediante l'uso di un saggio dal tono volutamente provocatorio, Armand Farrachi si interroga sulla stupidità, le origini di quella che l'autore percepisce come la malattia che lenta e inesorabile sta conquistando la nostra società, diffondendosi come un morbo di virulenza impossibile, che ha infettato ogni angolo della nostra cultura in modo a volte celato, altre visibile sotto il sole.
Nell'aprile 2017, Donald Trump ha dichiarato a Fox Business che davanti al suo ospite, un dignitario cinese, ha bombardato la Siria di fronte a "la migliore fetta di torta al cioccolato che si possa immaginare".
Nel suo stile tipico che ha affascinato i milioni di statunitensi che l'hanno votato (abuso di superlativi, abbozzate costruzioni grammaticali, approssimazioni geografiche che portano alla confusione di tipo Siria = Iraq) il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha autorizzato favorevolmente l'invio di 59 missili Tomahawk da una base aerea durante  mentre veniva servito un dessert ipercalorico sul tavolo della cena ufficiale.
L'autore parte da questo patetico momento che arretisce l'osservatore attento quanto pare invece affascinare quello votante, per presentare il suo pensiero e la sua analisi sulla società moderna, presentandolo come il sintomo di un male che infesta la nostra era: la stupidità.
Non l'idioma caro a Dostoevskij o Deleuze, ma la "banalità ordinaria, banale, fondamentale" definita come segue: "mancanza di intelligenza, ragionamento, logica, senso critico, umorismo, difficoltà a stabilire relazioni , di cogliere la sottigliezza, di superare pregiudizi, discernimento, mancanza di riferimenti dovuti all'ignoranza, incapacità di giudicare, pensare, valutare una situazione o conseguenze, goffaggine di espressione, propensione all'errore, confusione, perversione del gusto, improprietà di paralogismi.
Lungi dal mito del progresso in cui l'Occidente si è drappeggiato fin dall'Illuminismo, saremmo entrati nel regime della stupidità.
Non che questa non affondi le proprie radici fin dalle origini della società cosi come la conosciamo oggi ma l'autore si sofferma a pensare che nell'ultimo paio di secoli questa abbia cominciato a far da padrona sull'intelligenza e il progresso delle masse, portando al clima di depravato impoverimento di cui oggi è indubbio soffra ogni angolo, culturale e non, della nostra società.
Presentando vari esempi di come capi di stato, aziende pubblicitarie e quant'altro sembra quasi che usino e strumentalizzino la stupidità in loro insita o che dilaga tra coloro che li ascoltino (spesso ignari di essere usati in vari livelli della loro stupidità) Farrachi spiega il perchè e il come l'uso della stupidità sia di particolare interesse sopratutto per chi guida le masse e di come l'uso dell'espediente in oggetto ne abbia conferito un potere tale da averlo portato ad oggi all'apice del "successo".
Alla base del sistema capitalista la stupidità si impone come condizione dell'esistenza di industriali, pubblicitari e politici, aiutata dalla stampa, dall'educazione imposta dalle alte sfere o dalla cultura che vive la società.
Ovunque, secondo l'autore, c'è bruttura, avidità, egoismo e incompetenza di leader che muovono masse "ignoranti della loro storia e della propria cultura, figli della televisione e della pubblicità, privi di riferimenti, immersi nel breve o nell'immediato, nell'impulsivo o nel cieco.".
La dichiarazione di Farrachi su questo punto è senza appello: di fronte a lui piccola, se non nessuna, speranza.
Ci sono torte che non puoi ingoiare senza soffocare.


Dopo aver studiato letteratura e musica, Armand Farrachi divenne professore di lettere nel 1974, quando apparve il suo primo romanzo.
Nel 1986 ha fondato la rivista Siècle, che pubblicherà classici allora irrintracciabili, di romanzieri, poeti, filosofi e compositori contemporanei.
Nel 1989, si stabilì in Normandia, il suo impegno per la protezione della natura e della fauna selvatica lo portò a intervenire pubblicamente e anche a firmare opuscoli e articoli.
Dal 2008 al 2011 ha diretto la collezione Free Radicals, dedicata all'ecologia radicale.
Vive in Dordogna dal 2013..

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