Pietra Nera - Alessandro Bertrante [recensione] LouchoBi BookS Parliamo di libri

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giovedì 1 agosto 2019

Pietra Nera - Alessandro Bertrante [recensione]


RECENSIONE

Pietra Nera

Alessandro Bertrante



Il sole è minacciato da macchie violacee e intrappolato in una gabbia brunita da piú di vent’anni, dopo la Sciagura. Il giovane Alessio, il Figlio dei lupi, deve partire dal villaggio montano di Piedimulo per adempiere a una misteriosa missione, affrontando la pianura, le sue violenze, le sue insidie e un mondo che non conosce, in cui le tracce della passata civiltà emergono sparute dalla foresta come idoli inerti e fantasmi senza memoria. Insieme alla compagna di strada Zara, circondato da bestie selvagge e da una natura feroce e incantata, di rinnovata potenza ancestrale, Alessio andrà incontro al suo destino di figlio saldando i conti con il passato, in un’avventura iniziatica intessuta di immaginario mitico che apre il racconto apocalittico alla visione di una rifondazione umana: “Noi siamo ogni futuro”. In questo nuovo capitolo della saga di Piedimulo, Alessandro Bertante recupera la vena utopica, l’ambientazione e alcuni personaggi del suo romanzo del 2011 Nina dei lupi, che verrà prossimamente ripubblicato da nottetempo.

Ciao Amicony e benritrovati!
Oggi sono molto felice di presentarvi il libro che inaugura la nostra collaborazione con la casa editrice Nottetempo dal titolo Pietra Nera di Alessandro Bertante.
Ringrazio Nottetempo per essere stati incredibilmente carini e gentili con me quando si è trattato di dover scegliere il titolo perché conoscendo poco la casa editrice non conoscevo quasi nulla del loro catalogo che sarebbe potuto piacermi, tuttavia questo titolo, dopo aver letto la sinossi, non ho potuto evitare di desiderare di leggerlo voracemente!
Pietra Nera è un distopico e fantasy moderno con tutte le caratteristiche del romanzo storico (o una utopia avventurosa, come l'autore preferisce definirne il genere, a ragione).
In pratica un romanzo storico ambientato nel futuro con atmosfera fantasy: Pietra Nera è quasi un genere a sé.
La storia apparentemente semplice consistendo principalmente nel viaggio di ricerca e crescita che comporta l'avventura a cui viene condotto Alessio che viene mandato verso la misteriosa destinazione di Pietra Nera per seguire la sua missione, la missione del figlio dei lupi 
Durante questo viaggio il nostro protagonista si troverà da affrontare luoghi e personaggi di cui ha, a volte solo sentito parlare nelle storia che ascoltava da bambino da sua madre Nina, e di altri tipi nemmeno poteva sospettare l'esistenza. 
Scopre un mondo selvaggio, dominato da un'umanità corrotta e inselvatichita, dove vige l'immorale legge del più forte... O del più furbo.
L'esperienza del viaggio di crescita e ricerca è lo strumento con cui l'autore per descrivere il suo mondo, un mondo che è in un futuro in cui una non meglio definita Sciagura, una calamità abbattutasi anni prima sulla terra e che ha portato via il sole nascondendolo diretto nuvole colorate, ha distrutto la società così per come la conosciamo, lasciando un mondo fondamentalmente selvaggio e semi distrutto dove la natura ha riconquistato il sopravvento laddove l'uomo glielo aveva strappato e così come il mondo è cambiato lo sono anche gli uomini e le loro strutture sociali, concetti come civiltà e sopravvivenza.
Cos'è l'uomo quando si trova di fronte all'inevitabilità della sua natura umana-animale?
Cosa diventa il branco dell'uomo di fronte alle difficoltà, di fronte all'opportunismo, di fronte al pericolo, di fronte all'inevitabile ombra della morte.
In tutto questo si muove Alessio, un personaggio che inizialmente ho faticato a farmi amico e a comprendere ma procedendo con la lettura non ho potuto fare a meno non solo di adorarlo, capirlo ma anche di apprezzarlo e di sentirlo parte di me stesso, viaggiando con lui in quelle terre lontane ma così vicine e reali.
La parte finale, gli ultimi capitoli, poi, una rivelazione.
Peccato non poter condividere commenti sul finale, struggente, bellissimo, decisamente imprevedibile e che completa un libro scritto divinamente, una storia appassionante e dolce, che vi catturerà anima e cuore senza ombra di dubbio dalla prima all'ultima pagina.

Consigliato a chiunque, sinceramente, qualsiasi sia il vostro gusto i la vostra comfort zone, qui, sarete a casa.

Alessandro Bertante (Alessandria, 1969), narratore e saggista, vive a Milano. Fra i suoi romanzi ricordiamo Al Diavul (Marsilio, 2008), vincitore del Premio Chianti, Nina dei lupi (Marsilio, 2011), finalista al Premio Strega e vincitore del Premio Rieti, Estate crudele (Rizzoli, 2013), vincitore del Premio Margherita Hack. Il suo ultimo romanzo è Gli ultimi ragazzi del secolo (Giunti, 2016), Premio Campiello – Selezione Giuria dei Letterati. Insegna alla Nuova Accademia di Belle Arti e alla IULM di Milano.


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